dopo la tempesta all'orizzonte si profila il sereno
dopo il danno il giusto risarcimento

Medicina legale -> Esiste colpa medica per non diagnosi di Paralisi Cerebrale Infantile (PCI)?

02/12/2011 - 000033 parimari

Bimbo nato prematuro alla trentunesima settimana e 4 gg da madre in trattamento con vasosuprina per placenta previa marginale sanguinante e affetta da tiroide auto-immune in trattamento, solo in gravidanza, con propiltiouracile. 

Alla nascita O.C. xxxxx il bimbo con apgar nella norma (?) viene intubato e in incubatrice trasferito, con ambulanza medicalizzata, nell' O. C. di xxxxxx dove riceve le cure del caso. 

Si eseguono esami strumentali (rx torace, eco-reni, ecg, ecc. + una RMN encefalo), esami ematochimici, ecc. La RMN encefalica evidenzia una leucomalacia periventricolare, gli esami di lab. alterazioni dell'albumina e degli elettroliti e durante il ricovero, durato due mesi circa, è stato infuso albumina e sangue (HGB a meno di 7). 

La diagnosi di dimissione dopo tanto altro è stata anemia in prematuro, diagnosi che non è variata nei controlli programmati post-ricovero. 

La diagnosi fatta da un medico da noi interpellato ha evidenziato una PCI ed ha predisposto subito una terapia riabilitativa e l'uso di calzature e plantare ortopedico. 

Gli esiti di paraparesi maggiore e destra che il bimbo ha riportato potevano essere meno evidenti o addirittura azzerati con diagnosi tempestiva? C'è stata mancata diagnosi? Questo bimbo ha subito un danno da colpa medica? Ha diritto a qualche forma di risarcimento? 

P.S.: In via cautelativa ho (il padre scrivente) fatto denuncia alla ASL tramite mio Avvocato Patrocinante in Cassazione per bloccare i termini di prescrizione pratica. 

Grazie in anticipo, aspetto proposte e consigli, distinti saluti.

04/12/2011

Mario Corcelli risponde: a 000033 parimari

Bisogna valutare prima di tutto la "causa" della Paralisi Cerebrale Infantile.

Cioè, se di questa diagnosi proprio si tratta, se sia stata causata da un'anossia cerebrale verificatasi eventualmente durante la gravidanza o durante il parto e se si poteva evitare;

oppure se dipende da altre cause inevitabili (infezioni virali materne, disturbi dismetabolici, ittero nucleare o semplicemente la stessa prematurità).

Nel caso che questa Paralisi Cerebrale Infantile non fosse dipesa da una qualche colpa medica, ma da inevitabili fattori intrinseci alla gravidanza o al neonato, bisogna valutare se fosse possibile una diagnosi più tempestiva e se una diagnosi più tempestiva avrebbe potuto diminuirne le conseguenze funzionali motorie.

 

Si tratta di un caso assai complesso, da studiare, con la collaborazione di un ostetrico-ginecologo e/o di un pediatra neonatale, avendo sotto mano tutta la documentazione clinica.

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