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Igiene -> In merito all'elettrosmog

05/12/2012 - 00321 StarLight

Da più di un anno l'azienda per cui lavoro ha trasferito tutti gli uffici in un nuovo edificio. A poche decine di metri dalla mia finestra (circa 35 metri) c'è un traliccio della corrente elettrica di alta tensione (mi pare si tratti di 220 kV) da cui si dipartono le linee elettriche, che sono situate ad una distanza di 40 metri circa dalla mia postazione di lavoro. Alla luce dei possibili effetti causati dall'inquinamento elettromagnetico dovuti a esposizione continua (rimango solitamente seduto alla scrivania 8-9 ore al giorno), c'è motivo di preoccuparsi? Sono infatti molto preoccupato da certi studi che mettono in allarme per l’eccessiva vicinanza continua a elettrodotti.

07/12/2012

Mario Corcelli risponde: a 00321 StarLight

Per elettrosmog si intende l'inquinamento elettromagnetico da radiazioni non ionizzanti prodotte da emittenti radiofoniche, cavi elettrici percorsi da correnti alternate di forte intensità, reti per telefonia cellulare, telefoni cellulari ed apparati wireless utilizzati in ambito soprattutto informatico.

Dei cellulari, per esempio, si calcola che nel mondo ve ne siano ben 5 miliardi in uso.

 

Della questione delll'elettosmog se ne sta parlando da molti anni; nel web sono sorti decine di siti che se ne occupano, quasi sempre in modo integralista "contro".

Non vi è consenso tra gli scienziati circa la gravità del rischio; da alcuni studi pare che il rischio di glioma o altri tumori cerebrali aumenti negli utilizzatori di cellulari, altri studi non hanno mostrato alcun aumento del rischio, come pure una serie di altri studi caso-controllo precedenti e più piccoli.

Anche per la vicinanza ai tralicci di alta tensione non vi sono studio che ne abbiano confermato una effettiva pericolosità.

D'altra parte, se fosse vera una correlazione fra tumori e elettrosmog, tutti noi saremmo esposti al rischio, non soltanto lei che si trova nelle vicinanze di un traliccio.

Concordo, però, con un  atteggiamento di cautela e nella fissazione di regolamenti, oltre che nella ricerca di nuove tecnologie che tendano a ridurre le emissioni di radiofrequenza; ma non concordo sul fatto che si debba fare sulla gente del terrorismo psicologico, se non si hanno sufficienti prove di una rilevante pericolosità di questo tipo di radiazioni.

 

Alla luce di quanto sopra, mi sento ancora di rispondere con la frase: 

"finora non è stata provata scientificamente l'esistenza di un rischio rilevante per la salute umana".

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