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Medicina legale -> Tiroidectomia totale e concorso in polizia di stato

16/07/2012 - 00183 kata

Gentile Dottore, di recente ho partecipato ad un concorso in polizia e sono stato escluso alla visita medica con questa motivazione: ” …esiti di tiroidectomia totale in terapia sindrome sostitutiva..” 

Io ho subito un intervento di tiroidectomia totale per gozzo adenomatoso e adesso sono compensato con L-tiroxina e i miei valori ormonali sono perfetti e svolgo regolare attività fisica. 

Il decreto ministeriale dove vengono elencate le cause di esclusione è il DM. 198 del 30/06/2003, dove al punto 12 dell'art. 3 comma 2 tabella 1 viene indicato "sindromi dipendenti da alterata funzione delle ghiandole endocrine", ed è proprio a questo punto che la commissione medica si è basata per escludermi. 

Considerando il fatto che facendo la terapia sostitutiva non ho alcuna patologia e posso svolgere qualsiasi tipo di attività senza alcuna controindicazione dal punto di vista endocrinologico, secondo voi sussistono gli estremi per fare un ricorso al TAR con la speranza di poterlo vincere considerato il fatto che sono assolutamente sano? eventualmente potreste consigliarmi il percorso da seguire per affrontare il ricorso? Grazie

16/07/2012

Mario Corcelli risponde: a 00183 kata

Il suo ragionamento non fa una grinza, ma il principio che sta alla base delle norme sulla idoneità psicofisica in questo tipo di assunzioni non consiste soltanto nella completa assenza di patologia ma anche nella mancanza di necessità di assumere una qualche terapia sostituiva per ottenere lo stesso benessere psico-fisico di qualsiasi altro soggetto.

Dal punto di vista semantico, non è corretto dire che lei non ha alcuna patologia; la patologia c'è ed è l'insufficienza tiroidea conseguente alla tiroidectomia; la terapia sostituiva ormonale non cancella la patologia, ma soltanto i suoi effetti; infatti, se lei smettesse di assumere l'ormone, riprenderebbe ad accusare tutti i sintomi dell'insufficienza tiroidea.

Un po' come il diabetico, che assumendo insulina controlla perfettamente il suo metabolismo glucidico; non cessa di essere diabetico, ma più semplicemente ha un metabolismo glucidico sotto controllo.

La commissione medica ha semplicemente osservato la norma.

 

Detto questo, la norma ha lo scopo di selezionare i soggetti, dando la priorità a coloro che non hanno alcuna disfunzione psico-fisica; tra due soggetti, entrambi asintomatici e in pieno benessere, uno senza tiroide ma con terapia sostituiva, l'altro con tiroide funzionante e quindi senza necessità di terapia sostituiva, la norma privilegia il secondo.

Alla base di tutto ciò non sta una legge "biologica", perché dal punto di vista medico entrambi i soggetti hanno le stesse normali potenzialità psico-fisiche; sta, invece, un principio convenzionale, ovvero quello di assumere soltanto soggetti che non abbiano all'origine alcuna limitazione (nel suo caso, la limitazione sta nell'essere costretto ad assumere una terapia sostitutiva per mantenere lo stesso benessere del soggetto provvisto di tiroide funzionante).

 

Sicuramente può fare ricorso al TAR, ma lo vedo come una strada piuttosto in salita.

Il percorso da seguire sarebbe quello di affidarsi ad un buon avvocato amministrativista; tuttavia, consideri anche il rischio del costo economico di tale ricorso dalle incerte prospettive.

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